domenica 23 novembre 2008

A lezione con Enrico Petocchi - a.d. TWICE e A.C. Ancona



Lunedì pomeriggio il Dott. Petocchi, improvvisatosi professore, ha tenuto lezione agli studenti del corso di Economia degli intermediari finanziari della Facoltà di Economia G. Fuà di Ancona.

E’ bene, innanzitutto, qualificare il personaggio. O meglio riportare una delle sue precisazioni: “Non mi definisco un economista”.
In effetti il profitto a ogni costo, la ricerca esclusiva del valore aggiunto, la competizione come formazione personale, e un profondo rifiuto della banalità nonché di tutto ciò che risulti ovvio, sono alcune delle sue personalissime filosofie. Non direi di vita, bensì di profitto.
La professionalità su tutto. Laureato alla L. Bocconi di Milano, perfezionatosi successivamente nel Lussembergo e diverse avventure nel mondo bancario-finanziario; queste sono alcune delle esperienze che hanno concorso a formarlo.
Personaggio non mappabile, un'altra delle sue auto-definizioni. L’originalità delle sue visioni emerge anche nelle tre possibili spiegazioni della crisi finanziaria. Dapprima si potrebbe ritenere corretto il pensiero di Fidel Castro, vale a dire che l’economia di mercato non esista, poiché il libero mercato non esiste; secondariamente si potrebbe “presupporre” che chi governi non abbia gli strumenti per farlo; infine che dal rischio e dalla possibilità di evitare la crisi si sia poi passati all’opportunità di sfruttarla.
Tre ipotesi che hanno diviso la classe, affascinata dalla capacità del trader di pensare l’impensabile.
Il dibattito è poi continuato con numerosi interventi e domande degli studenti in aula, a cui si susseguivano precise e mai vaghe risposte.
Alla domanda "cosa avrebbe aggiunto o cambiato all’Università italiana" ha risposto con profonda e rigorosa lucidità: stage sull’agricoltura per ogni studente (per vivere e assaporare quello che la creazione e la produzione possono offrire), l’inserimento dell’educazione fisica (sport come crescita personale, come il mettersi sempre alla prova con l’avversario al fine superare se stessi), e infine un attento e mirato processo di sviluppo delle capacità di sintesi (anche considerando che la capacità di analisi è facilmente riproducibile).

IL NOSTRO INVIATO: Leonardo

giovedì 20 novembre 2008

Disinformato? mi RIFIUTO!


Ruozi a Villarey: "il mio viaggio tra Stato, Mercato e Banche"


Nel pomeriggio di giovedì 13 ottobre si è svolto presso la nostra facoltà un seminario sul tema della crisi finanziaria promosso dalla nostra Università in collaborazione con Banche di credito Cooperativo Marchigiane, dal titolo “Prima, durante, dopo la crisi finanziaria in atto nei mercati finanziari”.
La lectio magistralis è stata tenuta dal Professor Roberto Ruozi, già Rettore e ora Professore emerito dell’Università L. Bocconi di Milano, e tra gli altri incarichi di lustro Presidente di Mediolanum e Presidente del Touring Club Italiano.
Prendendo spunto dalle bozze del suo ultimo libro “Viaggio nel mercato finanziario del Dottor Jekyll e Mr. Hyde”, il professore ha focalizzato l’attenzione sul rapporto tra Stato, Mercato e Banche.
La causa di questa crisi è da ricercare negli aspetti negativi prodotti dalla globalizzazione. I primi segnali si sono cominciati ad avvertire circa 2 anni fa quando si è ridotto il tasso di sviluppo dei Paesi Occidentali e si è iniziato a parlare di stagnazione. Accanto a questi fenomeni, si registrava una grande liquidità dei mercati finanziaria, dovuti al fatto che le banche concedevano mutui a basso tasso d’interesse.
Questo aumento della leva finanziaria è stato accompagnato a uno smisurato aumento dei compensi e dei bonus dei CEO delle banche.
Risultato: a settembre 2008 scoppia une delle più grandi crisi finanziarie mai viste, drammatica sia per la velocità di espansione che per la dimensione. Infatti il terremoto finanziario avente epicentro in America, si è subito diffuso in Europa, a causa della cartolarizzazione dei mutui. La situazione è diventata ancor più grave dopo il fallimento di Lehman Brothers.
Qual è stata la reazione dello Stato di fronte a questa crisi?
I Paesi Europei hanno risposto nazionalizzando le banche, Inghilterra in primis.
E’ possibile allora, che vi sia stato un cambiamento ideologico nel ruolo dello Stato in economia?
Secondo il Prof. Ruozi no, non c’è stato il tempo materiale. I diversi governi hanno attuato documenti operativi che prevedono l’intervento momentaneo dello Stato pronto a farsi da parte (forse) quando tutto sarà risolto.
Si è avvertito un certo pessimismo riguardo alla leadership che l’Europa potrebbe assumere per la soluzione di questa crisi e anche scetticismo sulla necessità di riscrivere le regole del sistema finanziario: le regole ci sono già, piuttosto ci vorrebbero soluzioni rapide e vigilanza nel loro rispetto.
Il relatore ha precisato, inoltre, che bisognerà tener conto dei nuovi Paesi economicamente forti come India, Cina, Brasile.
Vi è molta incertezza riguardo ai modi e ai tempi di risoluzione di questa crisi, ma secondo Ruozi due cose sono certe: le crisi bancarie non avranno mai fine, così come il sistema bancario e finanziario.
E dopo il seminario, tutti al ricco buffet offerto dalle BCC… perché, parafrasando Aristotele, “primum magnere, deinde philosophari”.

LA NOSTRA INVIATA: Francesca

martedì 18 novembre 2008

In cosa consiste la cosiddetta "riforma dell'università"...


Molti ne parlano. Tanti manifestano. Altrettanti non l'hanno nemmeno letta.
Se vuoi farti un'opinione personale ma non sai dove trovare le informazioni che cerchi.......
TI AIUTIAMO NOI!

Legge 6 agosto 2008, n. 133
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 - Suppl. Ordinario n. 196


Art. 16. Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.
6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.
8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.
9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.
13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.
Art. 66. Turn over
1. Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto.
2. All'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle parole «per l'anno 2008» e le parole «per ciascun anno» sono sostituite dalle parole «per il medesimo anno».
3. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
4. All'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle seguenti: «per l'anno 2008».
5. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere alla stabilizzazione di personale in possesso dei requisiti ivi richiamati nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da stabilizzare non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
6. L'articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e' sostituito dal seguente: «Per l'anno 2008 le amministrazioni di cui al comma 523 possono procedere ad ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal fine e' istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze pari a 25 milioni di euro per l'anno 2008 ed a 75 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. Le autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 3-ter della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.».
7. Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
8. Sono abrogati i commi 103 e 104 dell'articolo 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
9. Per l'anno 2012, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
10. Le assunzioni di cui ai commi 3, 5, 7 e 9 sono autorizzate secondo le modalità di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, previa richiesta delle amministrazioni interessate, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell'anno precedente e delle conseguenti economie e dall'individuazione delle unità da assumere e dei correlati oneri, asseverate dai relativi organi di controllo.
11. I limiti di cui ai commi 3, 7 e 9 si applicano anche alle assunzioni del personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le limitazioni di cui ai commi 3, 7 e 9 non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse con la professionalizzazione delle forze armate cui si applica la specifica disciplina di settore.
12. All'articolo 1, comma 103 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato da ultimo dall'articolo 3, comma 105 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole «A decorrere dall'anno 2011» sono sostituite dalle parole «A decorrere dall'anno 2013».
13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all'articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e' compreso, per l'anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l'anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.
14. Per il triennio 2010-2012 gli enti di ricerca possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nei limiti di cui all'articolo 1, comma 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere in ciascuno dei predetti anni non può eccedere le unità cessate nell'anno precedente.

Studiando le Human Resources con AIESEC


REPORT DEL 1^ INCONTRO Human Resources-aiesec DEL 07/11/08 con l'imprenditore Enrico Paniccià - Giano SRL (produzione di calzature)


Curriculum Vitae Nato a Fermo 13/05/74 (34 anni!) Coniugato PadreDiplomato Ragioniere e Perito commerciale presso l'ITC Carducci Galilei di Fermo(il mio!!!) indirizzo IGEA Laureato in Economia e Commercio (indirizzo Economia Aziendale vecchio ordinamento) il 07/07/2000 con 100/110 Tesi: L'evoluzione del marketing nel settore calzaturiero (Relatore: Gregori) Master di lingua inglese - IEC Università Boulder - Colorado USA (2 mesi) Master in marketing - IEC Università Boulder - Colorado USA (3 mesi)



L'incontro inizia con una introduzione del prof Cucculelli e del Presidente Aiesec con l'obiettivo di chiarire che la scelta del numero ristretto di interessati è di stabilire un contatto più diretto e ristretto fra le parti dell'evento. La parola passa a Enrico Paniccià il quale inizia una breve presentazione (vedi curriculum) e poi passa alla descrizione della sua azienda (chi vuole la descrizione dettagliata me la chieda). In breve, fu il nonno a fondare circa 60 anni fa l'impresa il quale passò il testimone ai figli che la guidarono negli anni del boom calzaturiero a cavallo degli anni 60 e 70. Negli anni 80 il fermano diventò il centro calzaturiero più importante del mondo portando l'azienda dai livelli micro a quelli di piccola impresa. La crisi degli anni 90 dovuta alla forte concorrenza internazionale (di cui oggi vediamo gli effettivi sviluppi) indirizzò l'azienda verso un lento ma progressivo declino. Nel 2000 Enrico entrò effettivamente in azienda come AD (anche se in realtà negli anni della gioventù affiancò sempre il padre durante il lavoro) con l'obiettivo di innovare l'azienda e ridarle slancio. Seguì 2 strade: aumentò la capacità produttiva per spingere il prodotto all'estero (si serve tutt'ora di agenti in Russia, USA, ecc..); potenziò il marchio producendo scarpe di nicchia (su misura). La strategia non ottenne successo e decise di adottare il Licensing affittando il marchio La Martina (Argentina) per portare l'azienda da puramente industirale a industriale-commerciale. In pratica, produceva come Giano ma vendeva con attaccato il marchio La Martina. Marchio + Qualità (indiscussa nel calzaturiero fermano) = aumento del fatturato di 5 volte nel periodo immediatamente successivo all'adozione di queste politiche. Per il futuro l'obiettivo è quello di inserirsi al dettaglio con propri punti vendita.


Le osservazioni più interessanti dell'imprenditore in risposta alle nostre domande:


"nel periodo iniziale della vita imprenditoriale, in giro per il mondo o confrontandosi con altri imprenditori si ha la sensazione che la conoscenza è una stana cosa: più leggi, più studi e più ti rendi conto di non sapere e che devi continuamente continuare a leggere e sapere"

"quando sono andato in Argentina per parlare con l'AD di La Martina (62 anni), l'accordo si è realizzato attraverso la voglia di fare e l'entusismo che l'AD mi disse di avergli trasmesso perchè sicuramente non avrebbe accettato basandosi sulla credibilità dell'azienda"

"forse alla base di tutto questo c'è la passione verso un lavoro; dovete essere sicuri di fare il lavoro che vi piace"

"all'inizio in azienda cercate di non arrivare come fanno in molti e cioè sicuri di essere al di sopra di chi già vive l'azienda solo perchè avete appena ricevuto la laurea; cercate di essere umili e di imparare e crescere mettendovi subito in gioco e soprattutto in discussione per conquistare il posto di manager. Se dopo un pò di tempo qualcuno non si è ancora accorto di voi cambiate azienda, vi resterà comunque l'esperienza."

"La differenza principale fra le università italiane e americane sono sostanzialmente due: 1)negli USA il rapporto con i prof è molto diretto rispetto al nostro sistema ma ho comunque avuto prof (Raggetti e Gregori) che promuovevano molto questo tipo di didattica; 2) le nostre università conferiscono una preparazione teorica sicuramente migliore di quelle americane"

(come risposta alla domanda del portavoce AUS)"avendo moglie e due bambini di 3 e 1 anno sarei davvero ipocrita se tenessi conto della maternità come fattore discriminante a cui probabilmente andranno incontro le donne che assumo infatti l'80% del personale sono donne. Purtroppo in molte altre aziende succede ma è un pò la storia di questo paese in cui le voci dei giovani non vengono ascoltate probabilmente perchè i dirigenti sono talmente vecchi da non ricordare quella condizione"

"lavoro con un gruppo di 6 ragazzi tutti più giovani di me; credo che il lavoro in team sia fondamentale ed è importante che ci sia l'abitudine a lavorare insieme"


Cosa guarda nel curriculum? CONOSCENZA DELL'INGLESE: OTTIMA ma non quella didattica; il colloquio inizia con lui (ed in parte è in ingelse) e poi passa all'ufficio reclutamento (esterno) in cui si fa un test di inglese (anche se si ha una certificazione) e uno psicoattitudinale per valutare la motivazione e il carattere ESPERIENZA ALL'ESTERO soprattutto se lavorativa; interessa chi ha affrontato le difficoltà di vivere un esperineza davvero nuova LAUREA IN TEMPO, LAVORETTI "da studente", STAGE, ESPERIENZE IN GRUPPI, ASSOCIAZIONI ecc CIò CHE TRASMETTETE al colloquio e nei 2 mesi di prova che in genere vengono sempre fatti 110 è un optional e sicuramente l'ultimo requisito


Nel ringraziare calorosamente l'AIESEC per la possibilità tangibile di mettere il naso fuori dall'esamificio e confrontarsi con l'"economia reale" credo che sia stato un incontro molto ben organizzato e particolarmente interessante.


IL NOSTRO INVIATO: Roberto

lunedì 17 novembre 2008

L'ASSEMBLEA: 7 MAGGIO 2008




L'Assemblea del 7 maggio è stata la prima esperienza da "organizzatori" per la nostra Associazione. L'avvicinarsi delle elezioni del consiglio studentesco e di facoltà ma soprattutto la mancanza di un punto di incontro/dibattito tra le liste candidate ci ha spinto a creare una piattaforma in cui gli studenti potessero conoscere i "colleghi" che li avrebbero dovuti rappresentare ai "piani alti del potere"; un momento che avrebbe aiutato anche la loro scelta di voto, basandola non solo su proposte elettorali scritte su fogli appesi ai muri della facoltà, ma anche su volti e discorsi reali. Si passano così le settimane antecedenti l'evento nei 4 uffici delle associazioni che hanno presentato le liste, per discutere i loro programmi e conoscere i candidati più da vicino. C'è spazio anche per due incontri nei quali tutti e 5 i gruppi (le 4 liste candidate e noi, associazione promotrice dell'assemblea) discutono insieme sulla forma e le regole da seguire il 7 maggio. Volantini e manifesti decorano la caserma Villarey fino al giorno fatidico. 12 e 45: inizia lo spettacolo. Al "tavolo" si siedono 2 rappresentanti per ogni lista. Il presidente dell'A.U.S. - che durante il dibattito verrà definito "il Bruno Vespa della situazione" - apre l'Assemblea presentando la nuova associazione: vengono spiegati il nome, il logo e lo statuto. Una volta presentate le 4 liste con i relativi candidati, Eleonora, la segretaria dell'A.U.S., illustra con una simpatica presentazione in powerpoint, quali sono gli organi di rappresentanza degli studenti all'interno dell'Ateneo, non dimenticando alcune indicazioni pratiche su come si vota.
Segue poi un video in cui il Prof. E. Moretti, coordinatore della Commissione Analisi Miglioramento, delinea in un'intervista realizzata nel suo studio, quali sono i principali cambiamenti nella didattica della nostra Facoltà fino alla tanto discussa questione del numero chiuso. I partecipanti non hanno il tempo di assimilare le novità che li coinvolgerà di lì a due anni, che inizia il momento principale dell'Assemblea: la presentazione delle liste e dei loro programmi. 8 minuti sono concessi improrogabilmente ad ogni lista che può gestire il tempo come meglio crede. Unica regola: vietato fare paragoni. Inizia, rigorosamente in ordine alfabetico, l'Ala Destra Universitaria. Mattia e Giorgio R. partono puntando sullo spirito "di destra" dell'associazione. Le problematiche affrontate sono il prolungamento dell'orario della biblioteca, aule studio per studenti, controllo sui prezzi del servizio fotocopie, una migliore gestione delle aule per ridurre gli sprechi e lotta al numero chiuso. Si passa poi alla lista Gulliver. Cavallo di battaglia è la storia alle spalle che li rendono la lista più longeva d'ateneo. Giorgio P. e Maurizio toccano temi come i fondi per la biblioteca, le iscrizioni part-time, le agevolazioni con il trasporto urbano e la lotta alla privatizzazione di mense e studentati. Anche loro dicono no al numero chiuso. Lo Student Office schiera Marco e Michela che portano avanti attività come gruppi di studio, visite aziendali, convenzioni e il servizio appunti che si affianca alle battaglie per ottenere diversi servizi di esercitazioni. La loro lista si oppone al numero chiuso. Chiudono la presentazione Giorgio S. e Luca per l'Università Europea. Il loro intervento, principalmente orientato a chiarire la posizione della lista e la sua storia, affronta temi come il diritto allo studio con una visione più ampia con proposte come l'accorpamento di tutti gli Enti al Diritto allo Studio marchigiani in un'unica istituzione. Saluti e ringraziamenti da parte degli organizzatori concludono un'assemblea che ha voluto fare INFORMAZIONE a tutto tondo, in particolare in vista delle elezioni. I volti interessati e soddisfatti tra il "pubblico" sono stati una cartina tornasole sull'importanza di incontri "superpartes" come quello del 7 maggio.